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Decreto PNRR: Mix di aiuti per il settore turistico

da | 1 Dic 2021 | Agevolazioni automatiche, Bandi, Finanza Agevolata, News

Con il decreto per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), varato dal Consiglio dei Ministri del 27 ottobre 2021, arriva un pacchetto articolato di misure di aiuto per sostenere il settore turistico.
Mix di misure di aiuto a sostegno del settore turistico contenuto nel decreto legge:
1. credito di imposta dell’80% cumulabile con un contributo a fondo perduto;
2. creazione di una sezione speciale del fondo di garanzia delle PMI;
3. Fondo rotativo attraverso cui saranno riconosciuti contributi a fondo perduto a sostegno di interventi di riqualificazione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione digitale;
4. credito di imposta per la digitalizzazione di agenzie di viaggio e tour operator.
Le risorse totali messe a disposizione ammontano a più di 1,7 miliardi.

CREDITO D’IMPOSTA E CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO
Il decreto mette in campo un credito d’imposta pari all’80% e un contributo a fondo perduto a favore delle imprese alberghiere, delle strutture che svolgono attività agrituristica, delle strutture ricettive all’aria aperta, nonché delle imprese del comparto
turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici.

Il budget a disposizione per le due agevolazioni ammonta complessivamente a 500 milioni di euro.

I due incentivi – che saranno in vigore dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della disposizione e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2024 – sono riconosciuti in relazione a:
i. interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;
ii. interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
iii. interventi edilizi di cui all’art. 3, comma 1, lettere b), c) e d), del D.P.R. n. 380/2021 (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione) funzionali alla realizzazione degli interventi di cui ai punti precedenti;
iv. realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali;
v. spese per la digitalizzazione.

Il credito d’imposta dell’80% compete per gli interventi avviati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto e per quelli avviati e non ancora conclusi prima di tale data.
Il contributo a fondo perduto – fruibile anche indipendentemente dal credito di imposta – è concesso fino a un importo massimo di 40.000 euro, incrementabile:
a. fino ad ulteriori 30.000 euro, qualora l’intervento preveda una quota di spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica di almeno il 15% dell’importo totale dell’intervento;
b. fino ad ulteriori 20.000 euro, nel caso di imprese o società composte in prevalenza da donne o da giovani tra i 18 e i 35 anni;
c. fino ad ulteriori 10.000 euro, per le imprese la cui sede operativa è ubicata nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

In ogni caso, il contributo a fondo perduto non potrà superare il limite massimo di 100.000 euro e, comunque, non sarà superiore al 50% dei costi dell’investimento.

In relazione ai medesimi interventi agevolati, il credito d’imposta e il contributo a fondo perduto non possono eccedere l’importo dei costi sostenuti.

I due incentivi, inoltre, non sono cumulabili con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubblici concessi per gli stessi interventi.

Il credito d’imposta potrà:
• essere utilizzato in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997, nel rispetto dei limiti generali alle compensazioni, ripartito in quote costanti in ciascun periodo d’imposta e potrà essere fruito a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati ed entro i 3 periodi di imposta successivi;
• essere ceduto, in tutto o in parte, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, comprese le banche e gli altri intermediari finanziari. A tal fine, si dovrà fare riferimento al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dell’8 agosto 2020.

Il credito d’imposta, inoltre, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’IRAP e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR.
Per l’accesso al credito di imposta e al contributo a fondo perduto dovrà essere presentata apposita domanda in via telematica, secondo modalità che dovranno essere stabilite da un decreto del Ministero del Turismo.
Entrambi gli incentivi saranno erogati fino ad esaurimento delle risorse stanziate, secondo l’ordine cronologico delle domande.

SEZIONE SPECIALE DEL FONDO DI GARANZIA PMI
Il decreto prevede inoltre la costituzione di una Sezione Speciale Turismo del Fondo di garanzia per le PMI riservata alle imprese turistiche, a cui vengono destinati 358 milioni di euro.
Le garanzie saranno rilasciate su singoli finanziamenti o su portafogli di finanziamenti per interventi di riqualificazione energetica e innovazione digitale.
La sezione prevede condizioni di particolare favore:
– la garanzia è concessa a titolo gratuito;
– l’importo massimo garantito per singola impresa è elevato a 5 milioni di euro;
– sono ammesse alla garanzia le imprese con un numero di dipendenti non superiore a 499;
– sono ammissibili alla garanzia del Fondo i finanziamenti a fronte di operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, purché il nuovo finanziamento preveda l’erogazione al medesimo soggetto beneficiario di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 25% dell’importo del debito accordato in essere del finanziamento oggetto di rinegoziazione e a condizione che il rilascio della garanzia sia idoneo a determinare un minor costo o una maggior durata del finanziamento rispetto a quello oggetto di rinegoziazione;
– la garanzia è concessa senza applicazione del modello di valutazione.

FONDO ROTATIVO IMPRESE
Con il decreto viene inoltre istituito un Fondo rotativo imprese, con una dote di 180 milioni, attraverso cui saranno concessi contributi diretti alla spesa, pari 35%, per interventi di riqualificazione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione digitale di importo non inferiore a 500.000 euro e non superiore a 10 milioni di euro realizzati entro il 31 dicembre 2025.

Gli incentivi sono alternativi al credito di imposta dell’80% e al contributo a fondo perduto e, comunque, non sono cumulabili con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubblici concessi per gli stessi interventi.
I requisiti, i criteri, le condizioni e le procedure per la concessione per la concessione dei contributi dovranno essere definiti con decreto del Ministero del Turismo, adottato di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze.

CREDITO D’IMPOSTA PER LA DIGITALIZZAZIONE DI AGENZIE DI VIAGGIO E TOUR OPERATOR
Il decreto istituisce poi un credito di imposta per la digitalizzazione di agenzie di viaggio e tour operator con codice ATECO 79.1, 79.11, 79.12.
Le risorse a disposizione ammontano a 98 milioni di euro.
Il bonus sarà riconosciuto a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della disposizione e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2024.
L’incentivo sarà pari al 50% dei costi sostenuti per investimenti e attività di sviluppo digitale, fino all’importo massimo complessivo cumulato di 25.000 euro.

Il credito di imposta:
– è utilizzabile per gli interventi realizzati e le spese sostenute successivamente alla data di entrata in vigore del decreto;
– è riconosciuto entro il costo dell’investimento, anche considerando altri incentivi percepiti in relazione al medesimo intervento;
– non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’IRAP e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, TUIR.

Le modalità applicative dovranno essere definite con decreto del Ministero del Turismo, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze.

 

 

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