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Ricerca commissionata dall’estero esclusa dal nuovo credito d’imposta

da | 19 Mar 2021 | Finanza Agevolata, News

 

Nessun credito d’imposta dal 2020 per la ricerca commissionata da società estera e fino al 2019 per l’attività di sviluppo svolta da un ristorante stellato per la ricerca della materia prima e della tecnologia di cucina. Due dinieghi con frequenza temporale diversa sono contenuti nelle risposte delle Entrate agli interpelli 187 e 188 del17 marzo.

Vediamone le motivazioni. In merito all’attività di ricerca e sviluppo commissionata da soggetti esteri a soggetti italiani, l’abrogazione a partire dal 2020 dell’articolo 3, comma 1-bis, del Dl 145/2013, induce l’Agenzia delle Entrate ad affermare nella risposta 187 che a partire dal 1° gennaio 2020 devono considerarsi escluse dall’ambito di applicazione le spese sostenute per le attività di ricerca svolte da commissionari residenti in Italia, sulla base di contratti con soggetti esteri. Si tratta di una conferma di quanto già desumibile dall’articolo 1, comma 198 e seguenti, della legge 160/2019 e dalla correlata relazione tecnica, che non prevedono più la fattispecie a partire dal 2020. Inoltre, poiché la nuova disciplina si applica agli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2020, si deve ritenere che rimangano esclusi dall’agevolazione anche i progetti precedentemente commissionati da soggetti esteri ed ancora in corso nel 2020. La risposta 188 concerne un ristorante stellato che richiede se rientrano nell’agevolazione le attività di ricerca, svolte nel periodo 2015-2019, per tenere continuamente attiva la revisione dei menu almeno tre volte l’anno in base a due macro fasi: ricerca della materia prima e tecnologia della cucina.

In conformità a consolidati orientamenti, il Ministero dello Sviluppo Economico ricorda che anche con riferimento al settore dell’industria alimentare, e più specificatamente al settore della ristorazione e della gastronomia oggetto dell’interpello, le attività ammissibili devono comunque essere proiettate al superamento di ostacoli di carattere scientifico e/o tecnologico non superabili in base a conoscenze e tecnologie disponibili.
Ne consegue che le attività svolte dal ristorante stellato, pur essendo in generale finalizzate all’ampliamento e al rinnovo dell’offerta commerciale attraverso l’introduzione di nuove ricette o all’adozione di nuove tecniche di lavorazione e conservazione degli ingredienti già ampiamente diffuse tra le imprese del settore, non evidenziano contenuti significativi per la qualificazione come attività di ricerca e sviluppo, e quindi non possono usufruire del credito per il periodo 2015-2019.

In modo condivisibile, però, il Ministero sottolinea che a partire dal 2020 la situazione è cambiata con l’ampliamento delle attività ammissibili al beneficio che include il design e l’ideazione estetica in cui potrebbero rientrare alcune attività di carattere creativo svolte dal ristorante stellato. 

Fonte: Il Sole 24 Ore

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